Gli estintori

Gli estintori sono in molti casi i mezzi di primo intervento più impiegati per spegnere i principi di incendio. Vengono classificati in base alla loro capacità estinguente su fuochi di diversa natura.

Un estintore è una "attrezzatura in cui l'estinguente viene stoccato, movimentato ed espulso senza ulteriori sforzi di energia esterna e di quella dell'estintore". Nell'estinzione di qualunque tipo di intervento sia il minore possibile e che siano soddisfatte le ulteriori condizioni:

Esistono diversi tipi di estintori: ad acqua (ormai in disuso), a schiuma (adatti per liquidi infiammabili), a idrocarburi alogenati (adatti per motori eletrici e computer), a polvere (adatti per liquidi infiammabili ed apparecchiature elettriche), ad anidride carbonica (ideonea per impianti elettrici).

La scelt dell'estintore va fatta in base al tipo di incendio ipotizzabile nel locale da proteggere. Su ciascun estintore sono indicate le classi dei fuochi convenzionali che è in grado di estinguere (es. 21A, 89B, C). Gli estintori per norma devono essere di colore rosso e riportare un'etichetta con le istruzioni e condizioni di utilizzo.

Classe di incendio

Incendio di solidi

(Classe A)

Incendio di liquidi

(Classe B)

Incendio di gas

(Classe C)

Incendio "chimico"

(Classe D)

Incendio di impianti elettrici

(Classe E)

Estinguente
Acqua frazionata
SI
(dipende) SI/NO
NO
NO
NO
Schiuma
SI
SI
NO
NO
NO
Anidride carbonica (CO2)
SI
SI
SI
NO
SI
Polvere polivalente
SI
SI
SI
NO
SI

Polv. bicarbonati

NO
SI
SI
NO
SI
Polv. cloruro di sodio
NO
NO
NO
SI
SI
Halon (alogenati)
SI
SI
SI
NO
SI

La posizione di collocamento degli estintori deve essere scelta privilegiando la facilità di accesso e la possibilità di essere raggiunti percorrendo al massimo 20 metri.

Gli estintori vengono suddivisi in portatili e carrellati. I primi concepiti per essere utilizzati a mano ed hann un peso che non può superare i 20 kg. Gli estintori carrellati sono utili invece nel caso sia necessatio disporre di una maggiore capacità di estinguente, ma, a causa delle maggiori dimensioni e peso, presentano una minore praticità e maneggevolezza.

Estintore a polvere

Per il lancio delle polveri antincendio si adoperano estintori costruiti da un involucro metallico, contenente la miscela di bicarbonato di sodio e polvere inerte, collegato ad una bombola di gas compresso o liquefatto. Il gas propellente della polvere può anche essere anidride carbonica, per gli estintori di capacità massima di 30 Kg; per gli estintori di maggior capacità il gas è aria, o meglio azoto in pressione (150 atm).

un sistema di tubicini, opportunamente disposti nell'interno dell'estintore, distribuisce con regolarità la pressione di tutta la massa, sommovendo la polvere e favorendo la rapida ed uniforme espulsione attraverso un tubo pescante collegato alla manichetta di gomma di erogazione al termine della quale è sistemato un cono diffusore oppure una lancia con comando a pistola.

Estintore ad anidride carbonica (CO2)

Gli estintori ad anidride carbonica sono costituiti da una bombola collaudata e revisionata ogni cinque anni dall’ISPESL
(ex ANCC) per una pressione di circa 250 atm a 15°C; da una valvola di erogazione a volantino o a leva e da una manichetta snodata, rigida o flessibile, con all’estremità un diffusore in materiale isolante. Il congegno di apertura di apertura della bombola può essere: con valvola di comando a leva, con tenuta in ebanite (estintori portatili); con valvola di comando a vite, con tenuta in ebanite (estintori carrellati). Sull’ogiva della bombola, in colore grigio chiaro, sono punzonati i dati di esercizio, di collaudo e delle revisioni.

All’estremità della manichetta dell’estintore è montato un cono diffusore di gomma, ebanite o bachelite. Sconsigliato il metallo che potrebbe venire a contatto con parti elettriche in tensione. Al momento dell’apertura della bombola, a mezzo delle valvole, il liquido, spinto dalla pressione interna, sale attraverso un tubo pescante, passa attraverso la manichetta raggiungendo il diffusore dove, uscendo all’aperto in parte evapora instantaneamente provocando un brusco abbassamento di temperatura (-79°C) tale da solidificare, in parte solidifica in una massa solida e leggera detta "ghiaccio secco". Il ghiaccio secco si deposita sui corpi che bruciano e si trasforma rapidamente in gas sottraendo loro una certa quantità di calore; il gas poi, essendo più pesante dell’aria, circonda i corpi infiammabili e, provocando un abbassamento della concentrazione di ossigeno, li spegne per soffocamento.
 
 

Gli agenti estinguenti

L’estinzione dell’incendio si ottiene per raffreddamento, sottrazione del combustibile e per soffocamento. Tali azioni si possono ottenere singolarmente o contemporaneamente mediante l’uso delle sostanze estinguenti, che vanno scelte in funzione della natura del combustibile e delle dimensioni del fuoco.
E’ di fondamentale importanza conoscere le proprietà delle principali sostanze estinguenti.